Il tredicesimo dono – Ogni giorno può essere Natale

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Ogni anno a Natale scelgo un libro a tema. Continuo questa tradizione da quando, molto tempo fa, ho letto per la prima volta Canto di Natale, il capolavoro di Charles Dickens, al quale sono incredibilmente affezionata. Da Fuga dal Natale di John Grisham a Un Natale in giallo della Sellerio, una delle mie case editrici del cuore, il libro natalizio è un appuntamento fisso. Continua a leggere “Il tredicesimo dono – Ogni giorno può essere Natale”

I miei consigli letterari per il Natale 2016

Sì, lo so, arrivo un po’ tardi. Natale è domani, i regali li avete già fatti (spero), ma non potevo proprio evitare di raccontarvi alcuni libri che hanno riempito il mio 2016 e che vi consiglio, sia da mettere sotto l’albero che da leggere in questi giorni di festa.

Quello che sta per finire è stato un anno impegnativo e non facile, per me. Ho letto decisamente meno rispetto agli anni scorsi, le mie letture sono state disordinate, a tratti inconcludenti. Per sfuggire al senso di pesantezza quotidiana, mi sono ritrovata spesso a preferire i miei amati gialli e thriller, con qualche eccezione.

Perché un libro è la migliore medicina per l’anima, non mi stancherò mai di ripeterlo.

Ecco qui!

Il libro dei Baltimore – Jöel Dicker (La nave di Teseo, trad. Vincenzo Vega)

Il popolo dei lettori dovrebbe ringraziare di avere Jöel Dicker, uno che sa cosa significa scrivere e come farlo bene. Se La verità sul caso Harry Quebert mi aveva stregata, questo suo ultimo romanzo non è stato da meno. Forse l’intreccio giallo è meno presente, e bisogna superare un po’ di lentezza nelle prime 200 pagine, ma poi scivola via che è un piacere. Dicker scrive da Dio, c’è poco da fare, e le sue storie sono indimenticabili. Una delle migliori letture degli ultimi mesi.

L’estate del cane bambino – Mario Pistacchio e Laura Toffanello (66thand2nd)

Senza dubbio la più bella scoperta di quest’anno (che devo alle Personal Bookshopper, grazie!). Sul piccolo, grande gioiello che è L’estate del cane bambino non dirò nulla tranne questo: leggetelo. Il panorama di emozioni che si prova tra queste pagine è una delle cose più preziose che possa regalare la lettura.

Le ragazze – Emma Cline (Einaudi, trad. Martina Testa)

Se siete dei ritardatari e c’è ancora qualche regalo da fare, regalate Le ragazze di Emma Cline. Magari regalatelo proprio a una ragazza. Questo romanzo apre gli occhi e la mente, illumina, tramortisce per illuminare di nuovo. Forse non è una lettura “piacevole”, di certo non è fatta per ingannare il tempo con leggerezza, ma poi resta. E resta tanto. Sul fatto che sia scritto (e tradotto) divinamente non mi dilungo, potete leggere la mia recensione qui.

Dopo il nero della notte – Cristina Rava (Garzanti)

Cristina Rava è bravissima. La sua scrittura ha il sapore delle caramelle al miele, quelle che si sciolgono in bocca che è una meraviglia. Impossibile, per me, non adorare la protagonista e gli alti e bassi delle sue giornate, affrontati sempre con la giusta dose di ironia e un pizzico di pazzia. Il fatto poi che sia un giallo, e che il mistero abbia a che fare con dei libri… be’, avete già capito.

È così che si uccide – Mirko Zilahy (Longanesi)

Io sto ai thriller come la ciliegina sta sulla torta. Anzi, sulla panna della torta. Cioè li amo alla follia. Non c’è davvero malessere che un buon thriller non possa curare. Il romanzo di Zilahy, oltre a essere scritto con maestria (del resto, stiamo parlando di uno che ha tradotto il Premio Pulitzer Donna Tartt, non so se mi spiego), tiene incollati dall’inizio alla fine. Perfetta l’ambientazione, terrificante la storia, giusto il ritmo. Aspetto il prossimo con curiosità.

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine – Ransom Riggs (BUR, trad. Ilaria Katerinov)

Anche di questo libro ho già scritto: una delle rivelazioni letterarie del mio 2016. Credo che la bravura di un autore si veda anche quando sa mischiare una realtà sconvolgente e terribile con una fantasia onirica senza mai perdere il filo. In questo Ransom Riggs è decisamente un maestro. Se poi amate le foto d’epoca come la sottoscritta non potete perdervelo. Leggerò sicuramente anche gli altri due capitoli della trilogia.

Central Park – Guillaume Musso (Bompiani, trad. Sergio Arecco)

Indubbiamente Musso è diventato uno degli autori contemporanei che seguo di più. Ho divorato questo thriller a tratti surreale. Avete presente quando ti accorgi che sono le 2 di notte ma non riesci a mettere giù il libro? Ecco. Consigliatissimo per qualche ora di relax a colpi di brividi.

La ragazza nella nebbia – Donato Carrisi (Longanesi)

Donato Carrisi è un mito. Non solo perché è simpaticissimo. Non solo perché ha uno stile pieno di bellezza nel raccontare cose spesso di una profonda bruttezza. Se in Italia c’è qualcuno che può concorrere con i grandi scrittori di thriller americani è proprio lui. Già nella lista della spesa Il maestro delle ombre, il suo nuovo romanzo appena uscito.

Città in fiamme – Garth Risk Hallberg (Mondadori, trad. Massimo Bocchiola)

Una delle letture più impegnative di questo 2016, ma anche una di quelle che più mi ha dato soddisfazione. Città in fiamme è un romanzo scritto benissimo, con un intreccio perfetto, capace di tenere altissima l’attenzione senza perdere un solo colpo. Un libro che trascina anche più di un thriller, pur non essendolo in senso stretto, e che racconta magistralmente un pezzo di America degli anni Settanta. Arrivi alla fine di queste 1000 pagine e un po’ ti dispiace. Non è da tutti.

Olga di Carta – Elisabetta Gnone (Salani)

Chiudo questa piccola lista con un libro che mi è rimasto nel cuore. Leggete la storia di Olga, il suo viaggio in un mondo favoloso e indimenticabile: vi farà bene. Olga di carta non è una semplice fiaba, è pura magia, per tutte le età. Io l’ho amato. È uno di quei libri che dovresti sempre tenere a portata di mano, per le emergenze della vita. E per iniziare bene il nuovo anno… che ne abbiamo proprio bisogno. Evviva Olga!

Ce ne sono stati altri, di libri che hanno lasciato il segno in questo 2016. Di alcuni vi ho già parlato nei miei ultimi post, altri ve li racconterò prossimamente.

Per ora, non mi resta che augurarvi buon Natale. Che sia sereno, in compagnia di chi amate. E di un buon libro, naturalmente!

La lettrice scomparsa di Fabio Stassi

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I libri hanno il potere di curare le ferite dell’anima, questa è la teoria che sostengo anch’io fra le pagine virtuali di questo blog, e nella mia vita di tutti i giorni. Ho conosciuto Fabio Stassi proprio così: tra le pagine di Curarsi con i libri (Sellerio) di Berthoud e Elderkin, da lui curato: la bibbia della biblioterapia, un vero prontuario da tenere sempre accanto per ogni evenienza e ogni male.

Potete quindi capire perché io mi sia letteralmente precipitata in libreria ad acquistare La lettrice scomparsa, romanzo di Stassi perfetto in tutto, dal titolo alla casa editrice che adoro. Ed è stato puro godimento bibliofilo dalla prima all’ultima pagina! La lettrice scomparsa è un giallo – perché effettivamente scompare un’accanita lettrice e non si sa più dove sia -, ma è soprattutto una travolgente storia d’amore: quella dell’uomo con i libri.

Mi ero ammalato di letteratura.
Sapevo che si trattava di una malattia mortale, e incurabile.

Il protagonista, Vince Corso – omaggio al Corso del Club Dumas, capolavoro di Arturo Pérez-Reverte –  scrive cartoline a un padre che non ha mai conosciuto, ma che gli ha lasciato in eredità tre libri. Tre libri che hanno cambiato la sua vita.

Mi chiamo Vince Corso e per molto tempo ho collezionato libri che iniziano con la stessa parola. Poi ho smesso. Come si smette di credere in un mondo intatto nelle cose e negli affetti. Ma l’abitudine di ammucchiare libri mi è rimasta, più di una malattia.

Professore precario, si reinventa biblioterapista: nella sua mansarda-studio accoglie donne di ogni età, con le loro follie e i loro mali, e tenta – non sempre riuscendoci –  di curarle a suon di letture. Un personaggio così non può che mettersi sulle tracce della lettrice scomparsa, lasciandosi guidare da doti investigative ma soprattutto dai libri. Già, saranno proprio i nostri amati libri a svelare il mistero. E, ancora una volta, a confondere le carte facendoci chiedere: è più vera la realtà di tutti i giorni o quella di un libro? Perché, come dicono a Vince, ogni racconto apre un’indagine.

Un romanzo scritto benissimo, una lettura che si scioglie in bocca come una caramella alla fragola, lasciando per ore quel suo dolce profumo. Condito da una sottile ironia, che fa da ciliegina sulla torta.

– Dottore, non sopporto più il mio coinquilino.
– A parte il fatto che non sono un dottore, non credo che lei abbia bisogno di un libro da leggere, le basterà cambiare casa.
– C’è un ostacolo da superare, prima.
– Quale sarebbe?
– Il mio coinquilino è anche mio marito.

Un piccolo gioiello dedicato a ogni lettore, da divorare in pochi giorni armati di matita – che di belle frasi da sottolineare e di titoli da segnare nella biblio-lista della spesa ce ne sono parecchi.

Grazie di cuore, Fabio Stassi, per averci regalato queste pagine, dove protagonisti sono i libri e chi li legge. Quindi un po’ anche noi.

Perché niente esiste se non si può raccontare.

Le sette sorelle di Lucinda Riley

Contiene Biblio-prescrizione

Un passato misteriosoun presente d'amore

Chi mi conosce bene sa che una delle cose che più amo fare è aggirarmi tra gli scaffali delle librerie in completa solitudine, accompagnata unicamente da quelle che io chiamo “Liste della biblio-spesa”. Mi piace andare a caccia degli autori che ho appuntato senza che nessuno mi disturbi o, peggio, mi faccia la fatidica domanda: “Ha bisogno di qualcosa?”. A volte, però, succede che io ascolti sfacciatamente i consigli che librai molto più esperti di me stanno dando ad altri clienti. Un po’ per la mia infinita curiosità, un po’ perché non si finisce mai di scoprire autori e romanzi nuovi. E, lo ammetto, mi piace un sacco. Continua a leggere “Le sette sorelle di Lucinda Riley”

La libreria delle storie sospese: quando i sogni diventano realtà

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[Avvertenza: questo è un post che non parla solo di libri, parla soprattutto di sogni.]

Tutti abbiamo un sogno.
Almeno uno.

Da piccola, avevo sogni che mi sembravano immensi. Quando andavo all’asilo sognavo di essere a scuola e di dover fare i compiti per il giorno dopo, tanto da costringere mia mamma a fingere di essere la maestra. Alle elementari, sognavo di diventare una benzinaia, perché quando mi fermavo col papà a fare benzina nel centro del paese adoravo quel profumo, alzavo il finestrino e aspiravo più che potevo. Poi, però, quando mi chiedevano cosa mi sarebbe piaciuto fare da grande rispondevo sempre “la ballerina”: perché era la risposta che tutti si sarebbero aspettati, perché non volevo deludere nessuno. E perché ancora non avevo imparato una delle lezioni fondamentali: che ai sogni bisogna continuare a crederci, anche quando nessuno sembra crederci insieme a te.

Tra i banchi dell’università ho maturato un sogno che tale sarebbe rimasto. Non perché non lo volessi davvero, ma perché di sogni ne avevo più d’uno, e alla fine qualcuno si è realizzato, qualche altro no, com’è giusto che sia. La vita, in fondo, ti porta dove vuoi davvero, anche se subito magari non te ne accorgi. E così, il sogno di aprire una libreria è rimasto tale. È un sogno in cui mi piace rifugiarmi ogni tanto, quando ho voglia di fuggire per un attimo dalla realtà in cui vivo, che mi sono faticosamente costruita e che mi piace. Così, per coccolarmi un po’.

Per questo ho adorato il libro di Cristina Di Canio, La libreria delle storie sospese. Perché lei il suo sogno l’ha conquistato, con tenacia e grande forza di volontà. Mentre purtroppo molte librerie in Italia chiudono, Cristina ha aperto la sua in 30 metri quadri di una strada alla periferia di Milano. La libreria Il mio libro dalle pareti orgogliosamente lilla – soffitto compreso! -, è diventata in pochi anni un importante centro culturale, con una media di tre presentazioni d’autore a settimana, e sempre mille più una iniziative. Conoscendo Cristina non ci si stupisce di tanto successo: è un vulcano di inarrestabile energia, una simpatia che ti conquista, una mente brillante. Cristina non si è arresa alle difficoltà e la fortuna l’ha premiata – perché sì, che la fortuna aiuti gli audaci non è un luogo comune. Un giorno qualcuno è entrato fra quelle pareti lilla e ha lasciato un libro sospeso: avete presente il caffè sospeso di Napoli? Ecco, la stessa cosa, solo che è fatto di carta, parole e… sogni. Da lì, il libro sospeso ha assunto le dimensioni di un’onda immensa e travolgente, diventando il simbolo della generosità senza secondi fini. Perché praticare atti di gentilezza senza aspettarsi nulla in cambio è diventata un’arte rara, ma di cui abbiamo tutti bisogno.

La libreria delle storie sospese racconta tutto questo, e molto di più. La voce narrante è quella di Adele, anziana signora che ama profondamente i libri e la lettura. Trascorre le giornate seduta a leggere in quella che è ormai diventata la sua poltrona nella libreria della giovane Nina, alle prese con clienti pazzi (che davvero esistono!) e mal d’amore. Adele è arrivata a Milano dal sud Italia molti anni prima: il suo è un racconto commovente, emozionante, pieno di cuore e saggezza. Attraverso le sue parole scorre una storia dedicata a tutti coloro che amano l’universo meraviglioso dei libri e delle librerie, ma soprattutto a chi crede nei propri sogni anche se ancora non li ha realizzati, o a chi li ha persi per strada, perché possa riscoprirli.

Leggere è un’attività seria e va fatta con coscienza. Ci sono libri da iniziare in treno, altri da tenere sul comodino e sfogliare a letto, alcuni che possono funzionare solo alla luce del sole splendente su una bella e affollata spiaggia e altri ancora che hanno bisogno del silenzio assoluto.

Prima di leggere questo piccolo, grande libro, pensavo che a colpirmi sarebbe stata la storia stessa, ambientata fra gli scaffali di una libreria diventata un posto magico. E così è stato, ma ad affascinarmi davvero è stata la scrittura matura e curata di Cristina, alla sua prima prova come scrittrice, che risulta perfetta sia nella narrazione di Adele, una donna d’altri tempi, sia in quella della quotidianità della trentenne Nina. E proprio attraverso la bella scrittura di Cristina scopriamo una Milano nascosta e suggestiva, accompagnati da racconti del passato, canzoni di ieri e di oggi, titoli di libri che la stessa autrice ama, dai classici ai romanzi contemporanei.

Sono quei romanzi che ti entrano dentro, che sembrano raccontare proprio la tua storia, che sono stati scritti – e su questo potresti giurarci – solo per lanciare un messaggio a te, proprio a te che li leggi magari un secolo dopo e capisci davvero cosa stanno raccontando.

Chiudi La libreria delle storie sospese e vorresti tenere con te ancora per un po’ Adele e Nina, a farti compagnia. Vorresti anche tu sederti su quella poltrona a leggere o semplicemente a guardare per qualche minuto la vita che scorre tra quelle pareti lilla. Chiudi il romanzo di Cristina e ti sembra che quel sogno sia un po’ anche tuo. Annusi quelle pagine che sanno di buono e hai la sensazione che i tuoi, di sogni, siano un po’ più vicini. Senza dimenticare la cosa più importante. Che i sogni non basta averli. Non basta pensarci e ripensarci durante il giorno. Non basta volere. Dei sogni, come dei libri, ci si deve prendere cura.

Regalare un libro che ami a qualcuno che sa apprezzarlo quanto te, che ci si perde dentro come hai fatto tu, che soffre, ride, piange, si innamora con la stessa potenza che ti ha travolta, è un’esperienza esaltante. C’è un legame speciale tra i cultori degli stessi romanzi.

Se la magia dei libri è poter vivere mille vite, con La libreria delle storie sospese non ci si limita a questo: si vive un sogno.

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Cristina Di Canio, La libreria delle storie sospese, Rizzoli

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Cristina ha presentato il suo libro venerdì 20 maggio alla Libreria Galla di Vicenza, accompagnata da Eva Massari: un momento indimenticabile!

Il blog di Cristina e della sua libreria è La scatola lilla.