Toh! Ho trovato dei libri nell’uovo di Pasqua

La Pasqua è una festività strana: forse non è attesa e sentita come il Natale, eppure arriva in primavera, nel periodo più bello dell’anno. Motivo per cui il fastidioso ritornello dei giorni che la precedono, stressante al pari di “Cosa fai a capodanno?”, è “Cosa fai a Pasquetta?”. Odio profondo. Vorrei poter rispondere che mi alzo all’alba e pianifico una gita in bicicletta, una passeggiata in montagna, una corsetta defatigante in collina e chissà quale altra diavoleria aerobica. Invece, la mia scontata risposta è sempre la stessa: mangio cioccolata e leggo leggo leggo!

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Italian Book Challenge: io ci sono! #IBC16

Metti insieme:
– 183 librerie indipendenti
– 50 libri
– 50 categorie letterarie
– 1 sfida di lettura
otterrai l’Italian Book Challenge – Il campionato dei lettori indipendenti
Non vi sembra una cosa superbellissima anche solo dal nome?
Non starò a raccontarvi tutti i dettagli di questa meravigliosa idea (che trovate qui), vi dirò solo che a una gara in cui vince chi legge di più (e meglio, perché chi comprerà i libri e basta lo sgamiamo subito, vero?) non potevo non partecipare!
Vi anticipo già:
– che leggerò tanterrimo (ma dai?)
– che terrò qui un diario settimanale del mio #IBC16

– che ovviamente farò partecipare anche voi con i vostri consigli letterari (mi raccomando, ci conto!)
E vogliamo parlare delle categorie per ciascun libro acquistato? Sono una più carina dell’altra:
Intanto, giusto perché chi ben comincia è già a metà dell’opera, ho iniziato con questi tre:
La cosa più bella di tutto ciò? Intendo, la cosa più bella oltre al fatto che il vincitore farà parte della giuria del premio Sinbad 2017 (wow) e si porterà a casa la bellezza di 30 libri (wooooooooooow)?!
La cosa più bella è che i veri protagonisti non sono solo i lettori, sono soprattutto le librerie indipendenti e la loro voglia di non parlare più di crisi ma di mandarla a quel paese. E come si fa? Ci si piange addosso? Si dà la colpa al solito Amazon? Si chiude baracca e ciao, com’è purtroppo all’ordine del giorno? No. Si decide per la prima volta di riunirsi e collaborare in un progetto comune e ci si inventa un gioco libresco che più figo non si può. Dirvi bravi è poco!

Ora scusate, ma come diceva la super-libraia-indipendente Meg Ryan in C’è posta per te, vado ai materassi (che tradotto sarebbe vado a leggere). Qui c’è un premio da portare a casa, che il falegname è già pronto a costruirmi un altro scaffale! Vorrete mica che lo deluda?
La mia libreria di fiducia è la splendida Galla 1880 di Vicenza.
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