La colpa – Lorenza Ghinelli

Estefan ha nove anni. Gioca con scivoli che hanno enormi buchi. Tocca scritte sui muri che diventano incubi di sangue. Parla con Angoscia – che ha sempre la A maiuscola – e si abbandona alle vertigini. Ha una madre e un padre che non lo amano più.

Martino aveva il suo ottavo compleanno da festeggiare, fra pizzette e libretti postali aperti da premurosi nonni e gli amichetti al parco con cui giocare a pallone. Tutto bene, tutto apparentemente ok. Finché lo zio posa troppe volte lo sguardo sui suoi pantaloncini rossi.

Greta ha perso la mamma e il papà. E vive con il nonno in una sorta di prigione, in una periferia decadente che è anche periferia dell’anima.

Tre bambini che in pochi anni hanno già vissuto più di quanto si possa sopportare. Tre creature che hanno conosciuto il male, che il male ha unito per sempre, e che dal male, forse, riusciranno un giorno a liberarsi. Verso un destino tutto da riscrivere.

La scrittura di Lorenza Ghinelli è bella. Particolare e piacevole, con un linguaggio diretto che ho amato subito. Va giù che è una meraviglia… ma troppo presto ti accorgi che quello che stai bevendo è puro acido cloridrico. E ti lascerà un segno indelebile.

Ho divorato La colpa con la voglia di arrivare alla fine e allo stesso tempo con una crescente paura. La stessa di Martino. La stessa Angoscia di Estefan.

È un libro che racconta in modo forte e spietato l’infanzia segnata da un dolore così grande e crudele che pare non lasciare scampo. Ma è anche un libro che parla di un riscatto possibile, nonostante tutto.

È un romanzo, questo, al quale non puoi fare altro che abbandonarti, una corrente da cui ti lasci travolgere con la speranza che alla fine si porti via il male. E lavi via la colpa.

La colpa è un libro che non si può dimenticare. Perché è necessario. E io sono felice di averlo incontrato nella mia vita da lettrice.

[Lorenza Ghinelli, La colpa, Newton Compton Editori]

Il tredicesimo dono – Ogni giorno può essere Natale

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Ogni anno a Natale scelgo un libro a tema. Continuo questa tradizione da quando, molto tempo fa, ho letto per la prima volta Canto di Natale, il capolavoro di Charles Dickens, al quale sono incredibilmente affezionata. Da Fuga dal Natale di John Grisham a Un Natale in giallo della Sellerio, una delle mie case editrici del cuore, il libro natalizio è un appuntamento fisso. Continua a leggere “Il tredicesimo dono – Ogni giorno può essere Natale”

La ragazza di Brooklyn – Guillaume Musso

Se dovessi descrivere lo stile e i romanzi di Guillaume Musso in due parole userei senza dubbio queste: emozione e suspense.

La qualità maggiore di questo autore – oltre a un’indubbia capacità di scrittura, che rende le sue opere scorrevoli e piacevoli da leggere – è infatti il mix riuscitissimo tra storia d’amore e giallo, che fa da perfetto filo conduttore. L’intreccio narrativo, spesso costellato da piccole, grandi rivelazioni che portano al colpo di scena finale, è sostenuto da un ritmo sempre incalzante, mai giù di tono, in grado quindi di tenere il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina.

Continua a leggere “La ragazza di Brooklyn – Guillaume Musso”

I miei consigli letterari per il Natale 2016

Sì, lo so, arrivo un po’ tardi. Natale è domani, i regali li avete già fatti (spero), ma non potevo proprio evitare di raccontarvi alcuni libri che hanno riempito il mio 2016 e che vi consiglio, sia da mettere sotto l’albero che da leggere in questi giorni di festa.

Quello che sta per finire è stato un anno impegnativo e non facile, per me. Ho letto decisamente meno rispetto agli anni scorsi, le mie letture sono state disordinate, a tratti inconcludenti. Per sfuggire al senso di pesantezza quotidiana, mi sono ritrovata spesso a preferire i miei amati gialli e thriller, con qualche eccezione.

Perché un libro è la migliore medicina per l’anima, non mi stancherò mai di ripeterlo.

Ecco qui!

Il libro dei Baltimore – Jöel Dicker (La nave di Teseo, trad. Vincenzo Vega)

Il popolo dei lettori dovrebbe ringraziare di avere Jöel Dicker, uno che sa cosa significa scrivere e come farlo bene. Se La verità sul caso Harry Quebert mi aveva stregata, questo suo ultimo romanzo non è stato da meno. Forse l’intreccio giallo è meno presente, e bisogna superare un po’ di lentezza nelle prime 200 pagine, ma poi scivola via che è un piacere. Dicker scrive da Dio, c’è poco da fare, e le sue storie sono indimenticabili. Una delle migliori letture degli ultimi mesi.

L’estate del cane bambino – Mario Pistacchio e Laura Toffanello (66thand2nd)

Senza dubbio la più bella scoperta di quest’anno (che devo alle Personal Bookshopper, grazie!). Sul piccolo, grande gioiello che è L’estate del cane bambino non dirò nulla tranne questo: leggetelo. Il panorama di emozioni che si prova tra queste pagine è una delle cose più preziose che possa regalare la lettura.

Le ragazze – Emma Cline (Einaudi, trad. Martina Testa)

Se siete dei ritardatari e c’è ancora qualche regalo da fare, regalate Le ragazze di Emma Cline. Magari regalatelo proprio a una ragazza. Questo romanzo apre gli occhi e la mente, illumina, tramortisce per illuminare di nuovo. Forse non è una lettura “piacevole”, di certo non è fatta per ingannare il tempo con leggerezza, ma poi resta. E resta tanto. Sul fatto che sia scritto (e tradotto) divinamente non mi dilungo, potete leggere la mia recensione qui.

Dopo il nero della notte – Cristina Rava (Garzanti)

Cristina Rava è bravissima. La sua scrittura ha il sapore delle caramelle al miele, quelle che si sciolgono in bocca che è una meraviglia. Impossibile, per me, non adorare la protagonista e gli alti e bassi delle sue giornate, affrontati sempre con la giusta dose di ironia e un pizzico di pazzia. Il fatto poi che sia un giallo, e che il mistero abbia a che fare con dei libri… be’, avete già capito.

È così che si uccide – Mirko Zilahy (Longanesi)

Io sto ai thriller come la ciliegina sta sulla torta. Anzi, sulla panna della torta. Cioè li amo alla follia. Non c’è davvero malessere che un buon thriller non possa curare. Il romanzo di Zilahy, oltre a essere scritto con maestria (del resto, stiamo parlando di uno che ha tradotto il Premio Pulitzer Donna Tartt, non so se mi spiego), tiene incollati dall’inizio alla fine. Perfetta l’ambientazione, terrificante la storia, giusto il ritmo. Aspetto il prossimo con curiosità.

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine – Ransom Riggs (BUR, trad. Ilaria Katerinov)

Anche di questo libro ho già scritto: una delle rivelazioni letterarie del mio 2016. Credo che la bravura di un autore si veda anche quando sa mischiare una realtà sconvolgente e terribile con una fantasia onirica senza mai perdere il filo. In questo Ransom Riggs è decisamente un maestro. Se poi amate le foto d’epoca come la sottoscritta non potete perdervelo. Leggerò sicuramente anche gli altri due capitoli della trilogia.

Central Park – Guillaume Musso (Bompiani, trad. Sergio Arecco)

Indubbiamente Musso è diventato uno degli autori contemporanei che seguo di più. Ho divorato questo thriller a tratti surreale. Avete presente quando ti accorgi che sono le 2 di notte ma non riesci a mettere giù il libro? Ecco. Consigliatissimo per qualche ora di relax a colpi di brividi.

La ragazza nella nebbia – Donato Carrisi (Longanesi)

Donato Carrisi è un mito. Non solo perché è simpaticissimo. Non solo perché ha uno stile pieno di bellezza nel raccontare cose spesso di una profonda bruttezza. Se in Italia c’è qualcuno che può concorrere con i grandi scrittori di thriller americani è proprio lui. Già nella lista della spesa Il maestro delle ombre, il suo nuovo romanzo appena uscito.

Città in fiamme – Garth Risk Hallberg (Mondadori, trad. Massimo Bocchiola)

Una delle letture più impegnative di questo 2016, ma anche una di quelle che più mi ha dato soddisfazione. Città in fiamme è un romanzo scritto benissimo, con un intreccio perfetto, capace di tenere altissima l’attenzione senza perdere un solo colpo. Un libro che trascina anche più di un thriller, pur non essendolo in senso stretto, e che racconta magistralmente un pezzo di America degli anni Settanta. Arrivi alla fine di queste 1000 pagine e un po’ ti dispiace. Non è da tutti.

Olga di Carta – Elisabetta Gnone (Salani)

Chiudo questa piccola lista con un libro che mi è rimasto nel cuore. Leggete la storia di Olga, il suo viaggio in un mondo favoloso e indimenticabile: vi farà bene. Olga di carta non è una semplice fiaba, è pura magia, per tutte le età. Io l’ho amato. È uno di quei libri che dovresti sempre tenere a portata di mano, per le emergenze della vita. E per iniziare bene il nuovo anno… che ne abbiamo proprio bisogno. Evviva Olga!

Ce ne sono stati altri, di libri che hanno lasciato il segno in questo 2016. Di alcuni vi ho già parlato nei miei ultimi post, altri ve li racconterò prossimamente.

Per ora, non mi resta che augurarvi buon Natale. Che sia sereno, in compagnia di chi amate. E di un buon libro, naturalmente!

L’imperfetta meraviglia di Andrea De Carlo

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Ci sono libri nati per fare da cura a ogni sconforto, un po’ come l’aspirina col raffreddore. Ma, proprio come l’aspirina, non sono privi di effetti collaterali.

L’effetto collaterale n. 1 de L’imperfetta meraviglia – ultimo lavoro di Andrea De Carlo (Giunti) – è l’irresistibile voglia di correre a prendere un gelato. Sì, anche con questo freddo.
Però un gelato di quelli buoni buoni, con le creme squisite che un po’ si sciolgono lasciando le dita tutte appiccicaticce, tanto chi se ne importa. Uno di quelli dal sapore unico e inconfondibile che prepara Milena Migliari, protagonista di questo romanzo, gelataia per passione – tanta – ma (co)stretta in un rapporto che forse non vuole davvero più. Uno di quelli buoni buoni di cui si innamora anche Nick Cruickshank – Andrea, ma ‘sti nomi dove li trovi?! – carismatico leader di un osannato gruppo rock, ma con gli stivaletti affondati in una storia d’amore che forse, dell’amore, ha solo il ricordo.

Cosa mai potrebbe accadere se queste due creature dovessero incontrarsi? Il bello sta proprio qui, e bisogna arrivare all’ultima pagina di questo squisito gelato per scoprirlo.

Perché la meraviglia è imperfetta?
Perché non dura.

Quante volte succede, nella vita? Il piccolo miracolo compiuto da De Carlo in ogni suo libro è proprio questo: farci fermare a metà pagina, sospirare e pensare “sì, proprio così, anch’io so cosa significa”.

La scrittura è quella caratteristica dell’autore, lieve ma incisiva… al bacio, tanto per restare in tema di squisitezze. E la storia pure, perché De Carlo ha la straordinaria capacità, con i suoi romanzi, di passare leggero sulle nostre vite, in punta di piedi, eppure di farci del bene. È un talento, una carezza che un po’ ci mette in discussione, e un po’ ci asciuga le lacrime.

Infilate L’imperfetta meraviglia in borsa assieme all’aspirina, che vi accompagni in queste fresche giornate autunnali, per prevenire i malanni di stagione. E, chissà, anche quelli del cuore.