Il raffinato mondo di Walter Crane

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Durante l’età Vittoriana, un lungo periodo che abbraccia buona parte dell’Ottocento, l’Inghilterra vive in apparenza uno dei periodi più felici della sua storia, all’insegna di stabilità economica, sviluppo dei commerci e progresso culturale.
Dopo il secolo della rivoluzione industriale, ecco arrivare quello delle rivoluzioni culturali: la prima grande Esposizione universale del 1851 a Londra, la nascita della fotografia, i Preraffaelliti con la loro caratteristica visione dell’arte, i capolavori letterari di grandi scrittori inglesi come Charles Dickens, Thomas Hardy, William Thackeray e Oscar Wilde.

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Chi ha paura di dormire nella valle dell’orco?

[Umberto Matino, La valle dell’orco, Edizioni Biblioteca dell’Immagine, ristampa 2016]

 

Non sono mai stata una bambina capricciosa. Non puntavo i piedi, non dicevo mai “voglio”, non scalpitavo. Poi non dormivo e mangiavo troppo poco, ma questa è un’altra storia. Di bambini capricciosi, però, ne ho conosciuti molti. Ho visto lacrimoni scendere copiosi, piccole bocche spalancate urlare a squarciagola, piedini dibattersi come posseduti da un’entità furiosa. E genitori stremati. Che, non sapendo più a che santo votarsi, immancabilmente se ne uscivano con la frase delle frasi, l’innocua minaccia che avrebbe dovuto porre fine al terremoto: “Viene l’orco e ti porta via!”. D’accordo, un modo di dire che fa molto anni ’80 e oggi forse è meno utilizzato (anche perché, a pensarci bene, sortiva pochi effetti). Ma è stato proprio così che incontrai l’orco per la prima volta, dalle parole di mamme e papà evidentemente disperati. Non ne avevo paura, anzi, gli orchi mi affascinavano. E non temevo certo che venissero a tirarmi le coperte di notte. Piuttosto li avrei aspettati perché mi facessero compagnia, da brava figlia unica.

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Buon compleanno Linus!

Linus nella mia libreria di casa

Quando si dice 50 anni e non sentirli: in questo caso è proprio vero!
Chi direbbe che la rivista dei Peanuts & Co. è così vecchia… pardon, vintage?
Questo post esula un po’ dall’argomento libri, ma sempre di carta si tratta. E che carta. Una piccola, grande rivoluzione tutta italiana quella di Linus, nata nell’aprile 1965 e da vent’anni pubblicata da Baldini & Castoldi. Una rivista dall’indiscussa originalità, che ha visto passare tanti nomi del panorama culturale, giornalisti, scrittori, illustratori.
Il fumetto che diventa protagonista, da Charlie Brown a Corto Maltese, da Snoopy a Braccio di Ferro, da Lucy van Pelt a Valentina. Un fumetto capace di raccontare con incredibile acume la società contemporanea.

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Toh! Ho trovato dei libri nell’uovo di Pasqua

La Pasqua è una festività strana: forse non è attesa e sentita come il Natale, eppure arriva in primavera, nel periodo più bello dell’anno. Motivo per cui il fastidioso ritornello dei giorni che la precedono, stressante al pari di “Cosa fai a capodanno?”, è “Cosa fai a Pasquetta?”. Odio profondo. Vorrei poter rispondere che mi alzo all’alba e pianifico una gita in bicicletta, una passeggiata in montagna, una corsetta defatigante in collina e chissà quale altra diavoleria aerobica. Invece, la mia scontata risposta è sempre la stessa: mangio cioccolata e leggo leggo leggo!

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Accidenti, devo proprio uccidere qualcuno… ma chi?

 Amélie Nothomb, Il delitto del conte Neville, Roma, Voland, 2016
I libri di Amélie Nothomb hanno un solo problema: finiscono troppo presto.
Finiscono troppo presto come tutte quelle cose piacevoli che neanche il tempo di iniziarle e… zac! già andate.
I libri di Amélie Nothomb sono come la festa di fine anno scolastico che aspetti per nove mesi sognando di rivedere il ragazzo della seconda B scientifico che ti piace tanto e passi settimane a decidere cosa metterti e che lucidalabbra usare e poi… zac! tuo padre arriva già a prenderti.
I libri di Amélie Nothomb sono come il nuovo disco del tuo gruppo preferito che ti sembra di averlo appena inserito nel lettore cd e poi… zac! è già arrivato all’ultima canzone. E non c’è neanche una bonus track.

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