Parlami d’amore puntata 10: Che vi venga un colpo… di fulmine ♥

Ci sono i colpi di matto. E i colpi di fortuna (o di culo, se preferite i francesismi). Quelli della strega (che nel mio caso può pure assumere le sembianze della vicina di casa). E quelli bassi.
I miei preferiti, però, rimangono i colpi di fulmine. E Parlami d’amore non poteva non farne il topic di una puntata. Del resto, le storie d’amore partono spesso e volentieri proprio da queste farfalle nello stomaco – o scampanellii, o folgorazioni improvvise e irrimediabili che siano.
Di campanacci la vostra librarian ne ha sentiti, anche se non spesso e non con la stessa intensità. Capendo alla fine che esiste un colpo di fulmine per ogni età, e ogni età ha il suo colpo di fulmine.
E non è detto che il più “maturo” sia il meno intenso, anzi.

Il primo coup de foudre letterario che abbiamo scelto è tratto da Notre Dame de Paris (che, vi ricordo, è una mirabile opera di Victor Hugo e non di Riccardo Cocciante, come il nostro Alessandro afferma – esibendo un’ignoranza che peraltro non ha. Aiutatemi voi, vi prego).
Si tratta del momento in cui l’artista di strada Gringoire vede per la prima volta volteggiare in una strepitosa quanto erotica danza la splendida Esmeralda, rimanendone rapito.

“Ecco dunque che cos’è la Esmeralda? una celeste creatura! una danzatrice da strada! tanto e così poco! E’ lei che ha dato il colpo di grazia, stamattina, al mio mistero, è lei che mi ha salvato la vita questa sera. Il mio genio cattivo! il mio angelo buono! – Una bella donna, in fede mia! e che deve amarmi alla follia per avermi preso in questo modo”.
(V. Hugo, Notre Dame de Paris, Mondadori)

Cambiamo decisamente contesto e caliamoci adesso nelle atmosfere quanto mai oscure del tardo medioevo, in uno dei romanzi che da sempre fanno parte della mia top ten personale: Il nome della rosa del grande – in tutti i sensi – Umberto Eco. Ritroviamo l’affascinante Sean Connery – ops! scusate, lapsus cinematografico dovuto all’omonimo film: se non l’avete ancora fatto guardatelo, merita. Dicevamo, l’arguto Guglielmo da Baskerville e il fedele compagno Adso da Melk, impegnati a scovare l’autore di efferati delitti fra le cupe stanze di un’abbazia benedettina. Ma qui di delitto non si tratta – a meno che non si intenda metaforicamente un delitto d’amore. Causa della folgorazione di cui è preda il giovane quanto inesperto Adso è una contadina discinta che gli rapisce il cuore (e non solo quello) portandolo a una folle passione, quasi… mistica.

“Io solo ricordo che le emozioni del primo istante furono orbate di ogni espressione, perché la mia lingua e la mia mente non erano state educate a nominare sensazioni di quella fatta.
Di colpo la fanciulla mi apparve come la vergine nera ma bella di cui dice il Cantico.
E mi chiedevo spaventato e rapito chi fosse costei che si levava davanti a me come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole”.
(U. Eco, Il nome della rosa, Fabbri editore)

E, fin qui, due momenti di Alta letteratura: dopo questi, non ci si può che abbassare, giusto?
Invece no! Noi amiamo stupirvi fino in fondo, e vi facciamo arrivare fresca fresca – per non dire… gelida – un’ennesima pietra miliare della letteratura mondiale: la bella, l’affascinante, la suicida (ma a questo meglio non pensare) Anna Karenina di Lev Tolstoj. Il brano scelto, però, non riguarda l’infelice eroina del titolo, quanto la dolce Kitti, che assieme a Levin forma la coppia “positiva&felice” del romanzo. Questo è l’istante in cui il bel giovine vede la sua donzella pattinare nel gelo di Mosca. Dalla Russia con amore, insomma.

“Si accorse che lei era lì dalla gioia e dal terrore che gli avevano afferrato il cuore.
Tutto risplendeva di lei. Lei era il sorriso che illumina tutto intorno a sé”.
(L. Tolstoj, Anna Karenina, Mondadori)

Dell’ormai celebre Manuale che ci accompagna fedele in ogni puntata, invece, Alessandro ha scelto un brano da L’innamoramento:

“Guardarsi e mandarsi avvertimenti schermati serve a denudare le intenzioni: «Con precisione, dove vuoi andare a parare?» Si sta quindi in attesa per capire.
Ma se si attende indiscriminatamente non si può arrivare a capire. E’ una fase, questa, che per quanto elaborata deve aver termine: o per sfociare nel coronamento del sogno d’amore (la famosa «dichiarazione di dipendenza») o per lasciare i due protagonisti mentalmente liberi di passare oltre”.
 (A. Zaltron, Manuale per i(n)felici amanti, zero91)

Di nuovo, sono molto colpita, Alessandro. Ma chissà poi se nella realtà…

Infine, una doverosa precisazione in riferimento alla puntata romantica di qualche settimana fa: le rose che accompagnano i libri nella fotografia di questo post non sono certo lì a caso. Qualcuno ha provato a dimostrarmi che il romanticismo esiste ancora. E pure il colpo di fortuna, aggiungo io – visto che con tutta probabilità ho beccato l’ultimo dei romantici. Grazie, chiunque tu sia!

Appuntamento a domani sera con una nuova puntata: questa volta protagonista sarà il primo amore, quello che in teoria non si scorda mai (e… in pratica?)
Come sempre, seguiteci col cuore.

pl.

Per ascoltare la trasmissione: Radio Onda 1
Gruppo facebook: Parlami d’amore – Radio Onda 1
…e seguite la pagina della Personal Librarian!

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