Il Manuale di Alessandro Zaltron: ovvero, come (soprav)vivere (al)l’amore

[Alessandro Zaltron, Manuale per i(n)felici amanti, Zero91]
Avete fra le mani questa piccola cosa fatta di carta. Fuori è bianca, coi cuori rossi.
La annusate: sa di buono.
Sdraiatevi a letto, o sul divano – sempre che abbiate a disposizione un bel divano comodo, non ridotto ai minimi storici come quello della sottoscritta. Avrete bisogno di spazio per allungare le gambe, morbidezza che vi accolga benevola.
Sul lettore cd la vostra musica preferita. Accanto a voi una barretta di cioccolato al latte, o fondente, o come vi piace.
Fate un bel respiro. E apritela.
Quello che vi ritrovate fra le mani non è il solitolibrosull’amore. Vi sarà chiaro fin da subito.
Primo: non è un libro. Sono due. Un lato è dedicato ai fortunelli che hanno già incontrato l’amore, e vivono (felicemente?) in coppia. Capovolgetelo, e magicamente piomberete nell’universo degli “scoppiati”: quelli che l’amore lo aspettano ancora – possibilmente in carne e ossa, munito di sguardo che brilla. In entrambi i casi, comunque, è una questione di sopravvivenza, e il Manuale ce lo spiega molto bene. Per i primi: ricordiamoci che la coppia può sempre scoppiare, e far sì che ciò non accada è un impegno costante, una palestra quotidiana. Per i secondi: be’, che ve lo dico a fare? Non siamo fatti per stare soli. Siamo anime perennemente alla ricerca di qualcuno che ci completi. Per realizzare quell’irrinunciabile, meravigliosa illusione.
Secondo: a pensarci bene, non è nemmeno un libro. Questa definizione gli sta decisamente stretta. L’hanno chiamato “manuale”, ma voi potete dargli il nome che più vi piace: vademecum, bignami, guida, compendio, prontuario. Bibbia amorosa.
Terzo: non è semplicemente un libro sull‘amore. E’ un libro fatto d’amore. Per amore. E scritto con (l’)amore – l’autore non se ne abbia a male se gioco anch’io con le parentesi.
Alessandro Zaltron raccoglie pezzi di vita – della nostra vita – e ci restituisce pagine sincere, a tratti ironiche a tratti struggenti. Che graffiano il cuore o ci si spalmano sopra come panna montata. Scava con le parole come facevo io con la mollica del pane, e le fa arrivare dritte lì, esattamente dove avevamo bisogno di trovarle.
Ce n’è davvero per tutti i gusti: dalla definizione di amore al colpo di fulmine, dal corteggiamento all’erotismo. Dalla pausa di riflessione alla passione, dalla gelosia alla perdita. Il tutto senza mai cadere nel banale o nella solita minestra. Che siate soli o in coppia, queste pagine saranno per voi un tiramisù*. Un tonico rinfrescante, un balsamo per le ferite. Una boccata d’aria fresca e pulita.
Un modo per capire che non si è soli, e nemmeno “i” soli a sentire quello che sentiamo. Ad avere questa inspiegabile gioia nel cuore, o a ritrovarlo ridotto come un colabrodo. Che a soffrire non ci si deve – non ci si può – vergognare. E nemmeno a essere illogicamente allegri.
Non ci vuole coraggio a parlare dell’inedito, di ciò che non conosce nessuno: quello possiamo farlo tutti, senza essere contraddetti. Ci vuole coraggio a parlare di qualcosa che è presente ovunque, in quello che vediamo, sentiamo e tocchiamo. Qualcosa di cui hanno scritto e cantato un’infinità di persone, da che mondo è mondo. E riuscire a farlo con tutta l’originalità, l’intelligenza e l’ironia di cui sono piene queste pagine. Sperando che non siano le ultime.
Il consiglio della librarian
Che siate soli o in coppia, leggetelo da entrambi i versi. Non solo perché si rivelerà comunque una lettura piacevole, ma soprattutto perché sia in un caso che nell’altro se non lo faceste vi mancherebbe qualcosa. E’ un libro, questo, che va letto per intero, fino alla fine. Che – in questo caso – sta esattamente al centro.
La chicca
Troverete un’esilarante sezione dedicata ai “Ti lascio perché”, ovvero una raccolta delle parole più assurde, ridicole o semplicemente banali con cui ci lasciamo. (Ma siamo davvero capaci di tanto?! …sì).
Dove&come?
Portatelo con voi. Mettetevelo in borsa, nello zaino, infilatelo nella tasca della giacca. Respiratelo. Toccatelo. Iniziate a leggerlo da metà, partite dalla fine, andate avanti o a ritroso, apritelo a caso. Rileggetelo. Tornate indietro e poi ripartite. Questo non è un libro solo da leggere: è un libro da vivere.
La mia copia gira con me, nella mia casa: passa dal comodino al tavolo della cucina, al bagno.
E’ itinerante. Esattamente come l’amore.
Soundtrack
Nel Manuale trovate la musica che ha accompagnato/ispirato l’autore. I miei sottofondi hanno spaziato da Craig Armstrong a Ivano Fossati, da Luigi Tenco al capolavoro di struggimento assoluto Berlin di Lou Reed. Fermo restando che la migliore colonna sonora sarà battito del vostro cuore (concedetemi un po’ di sentimentalismo, suvvia).
Quotes
Ammetto di essere in difficoltà. Avessi dovuto sottolinearlo, come spesso faccio mentre leggo, della mia fedele matita non sarebbe rimasto più niente. Mi limiterò a citare solo alcune frasi, fra le mie preferite delle preferite.
L’amore è dire che entrambi abbiamo bisogno di noi, non lei di me o io di lei. Non porsi nemmeno il problema se sia lui la persona giusta: è talmente evidente, traspare perfino. E’ sapere che per lei non esistono confronti, sei tu la pietra di paragone”.
Una persona è giusta per te fino a che la scegli giorno per giorno”.
Non esiste un’unica persona giusta in assoluto, in compenso abbondano le persone sbagliate”.
Chi corteggia recita la parte migliore di sé, dimenticando che ci s’innamora dei lati meno nobili, dei profili ai margini, di un gesto a caso”.
E infine la mia favorita fra i Ti lascio perché…
… “mi sei stata vicina nei momenti difficili, poi ho capito che i momenti erano difficili proprio perché tu mi stavi vicina”.
Trovate il dritto
State leggendo e vi sembra che qualcosa non quagli? Probabilmente l’avete preso dal verso sbagliato: giratelo. Non quaglia neanche dall’altra parte? Allora è arrivato davvero il momento di addentare quella cioccolata di cui sopra**.
*Trattasi del dolce preferito della scrivente, abbiate pazienza.
** Manuale e cioccolata vengono venduti separatamente.

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