The Halloween Librarian & the Cemetery Books!

E quella che si dice una vera giornata da lupi.

Fuori pioggia battente. Persino lo sconosciuto gatto che ultimamente gira intorno alla mia casa ha deciso di zampettare fino al portico e accoccolarsi sul tappeto, a cercare un po’ di caldo e asciutto. Dentro divano, coperta di pile, tè caldo, netbook sulle ginocchia e pila di libri accanto. Che libri?
Semplice: i più adatti ad una giornata come questa, la vigilia “dei morti”, il giorno che precede la notte delle streghe. I libri sui cimiteri.
Da sempre questi luoghi – o non luoghi, come qualcuno li ha definiti – mi affascinano, non per qualche ragione macabra o simili, ma semplicemente perché sono posti magici. La loro più grande magia? Essere il luogo per eccellenza dei morti che si riempie di vivi. Nei cimiteri molti ci vedono solo morte, io ci vedo la vita: non è forse un’incredibile slancio vitale quello che spinge milioni di persone, in ogni posto del mondo, ad entrarci quotidianamente per cercare di comunicare in qualsiasi modo – fiori, carte, piante, candele, o semplicemente cambiando acqua a vasi secchi – con chi non c’è più?
E allora, ecco una piccola carrellata di alcuni libri a tema.
Giuseppe Marcenaro, Cimiteri, storie di rimpianti e di follie, Mondadori, 2008.
Lo cercavo da parecchio, l’ho comperato solo pochi giorni fa senza pensare alla conincidenza temporale. Ne inizierò la lettura oggi, ma spulciando qua e là una frase mi ha subito colpita: “il cimitero è un affare che riguarda sempre e soltanto chi non vi è ancora andato a finire”. Ovverosia, i super vivi.

Paul Valéry, Il cimitero marino, Einaudi, stampa 2001.

Quel posto a Séte, sulla costa del Languedoc, che domina il mare. Un mare dove vanno le barche dei pescatori, e che fa diventare il cimitero di Valery marino. Questo luogo che gli suscitò parole indimenticabili, e sul quale fu sepolto il 27 luglio del 1945. “Una freschezza, che dal mare s’alza, l’anima mia mi rende…”

Fabio Giovannini, Guida ai cimiteri d’Europa, Stampa alternativa, 2000.
Un libro imprescindibile per tuffarsi nella storia, nella geografia, nella magia di questi luoghi. Cinque i cimiteri definiti “indispensabili”: Père Lachaise, Staglieno, Highgate, Whitby, Testaccio. Proseguendo poi per ossari, marini, militari, ebraici & co. Il tutto corredato da un’essenziale storia dei cimiteri dalle origini ai giorni nostri. Nella premessa, è racchiusa parte del mio pensiero sul tema: “il visitatore dei cimiteri non disdegna le emozioni, sa che i cimiteri, sempre, provocano emozioni. Perché sono musei e gallerie d’arte all’aperto. Perché sono straordinari giardini dove accanto alla morte c’è moltissima vita. Perchè sprigionano erotismo. Perché sono oasi di pace e tranquillità. Perchè sono luoghi di meditazione, luoghi della memoria dove rintracciare le proprie origini.”

Infine, come non pensare al cimitero dei libri dimenticati di Carlos Ruiz Zafon nel suo bellissimo L’ombra del vento. O la descrizione che Corrado Augias fa di uno dei cimiteri più belli del mondo – il Père Lachaise – nei Segreti di Parigi, trasformandolo nel luogo ideale di un giallo? E proprio in questo posto, parecchi anni fa, armata solo di salopette di jeans e occhi sgranati, ho scoperto la mia passione cimiteriale. L’ho scoperta davanti alla tomba – anche se il termine è davvero limitativo – di uno dei miei scrittori per eccellenza, Oscar Wilde. Su quella grande lastra bianca qualcuno aveva posato una rosa rossa, e mai dichiarazione d’amore – e di vita – mi era sembrata più bella.

Che dire, mi manca solo la zucca a forma di faccia mostruosa e il cappello da strega, poi sono pronta. Non mi resta che augurarvi buon reading halloweeiano… e, naturalmente, buona piovosa passeggiata fra i cimiteri.

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