La Scarpa della Strega (e la scopa di Arnoldo)

Non posso che essere felice per il premio Strega a Tiziano Scarpa. Non ho ancora letto Stabat Mater, ma la storia sa di buono (il rapporto tra un’orfana violinista e Vivaldi nell’immancabile Venezia scarpiana), come il suo stile, che ho apprezzato in altre opere. A pelle, poi, è decisamente più simpatico di Scurati, che questa volta ha perso la cappa per un sol punto. Ma, come mi suggerisce il buon Poirot, le mie celluline grigie fremono e sorge spontanea una domanda: la Mondadori toglie dalla gara Daniele Del Giudice con Orizzonte Mobile, in odore di vittoria, in quanto già vincitrice delle due passate edizioni (con Ammaniti e Giordano). Gesto nobilissimo, all’apparenza, non fosse che – guarda caso – il gruppo Mondadori possiede Einaudi. La quale – fatalità – è la casa editrice del vincitore.
Ora, qualcuno mi direbbe che sono nata ieri. Può essere, ma ho letto abbastanza libri (ed ho alrettanta voglia di non smettere) da non precludermi il piacere di farlo solo perché, sotto alle cose, c’è sempre un misterioso magna magna a governare. Nè voglio pensare che la vittoria di un premio sia sempre assogettata al suddetto magna magna. Quel che è certo, è che è spiacevole quanto tutto questo possa allontanare da ciò che dovrebbe unicamente contare: la bravura di un autore, la bellezza di un’opera.
In questo caso, non sarà così. Mi auguro di leggere presto Stabat Mater e scoprire che il premio è super meritato.
Ma la domanda resta… cara Strega, non è che anche la tua scopa è firmata Mondadori?

4 pensieri riguardo “La Scarpa della Strega (e la scopa di Arnoldo)

  1. non ho voglia di fare il polemico.
    quindi non dirò che per me il premio strega conta come il nobel.
    ovvero: meno di zero.
    dirò solo che strega è per me quel liquore dolce che bevevo di nascosto da bambino, a casa di mia nonna.
    ecco.

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  2. Lo bevi ancora? Spero di si. Magari con qualche buon libro in mano (ad esempio, quale?)o per digerire qualche lettura (ad esempio, quale?)
    PS. hai dimenticato la strega con la scopa della notte dei morti. Oppure quella che si brucia il 6 di gennaio, e che molti chiamano Befana.

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  3. mi dispiace ma no. da quando non è più proibito e mia nonna non c'è più ho smesso.
    sono passato al vino. [ad esempio nebbiolo].
    o al porto.
    con il quale leggo [ad esempio] il fantasma esce di scena.

    [la scopa della notte dei morti non la conoscevo…]

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  4. Sì, in effetti. Ma non sarà questo a guastarci la lettura. Perchè il passaparola vale molto più di qualunque riconoscimento.
    Alla fine chi compra un libro che ha vinto un premio, lo fa perché è solito metterli in bellavista, intonsi.

    Anche per me “strega” è un liquore denso e giallo. Non riesco a ricordarne il sapore, solo un senso dolce sul palato. Ma di anni ne son passati davvero tanti.

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