In vacanza con uomini che odiano le donne

Ovvero, non essere stati colti da un improvviso attacco di masochismo acuto, ma avere deciso di iniziare proprio in riva al mare la lettura del primo tomo della trilogia larssoniana. Il ché ha comportato il dover infilare nella borsa della spiaggia – assieme ad asciugamano crema solare spazzola costume di ricambio e ipod – pure questo mattone di un certo spessore. Ma alla fine del tran tran ne è valsa la pena. 676 pagine in puro stile thriller, in cui chiunque voglia avventurarsi scoprirà via via non solo un giallo, ma un giallo ben scritto, un giallo perfettamente congeniato, e – infine – un giallo così pieno che a tratti ci fa dimenticare di essere tale. Tra regali recapitati per quarant’anni sempre allo stesso giorno da una mano sconosciuta, ragazzine misteriosamente scomparse, vecchie fotografie ingiallite, antiche ferite che riemergono, indagini serrate nel gelo di un’isola sperduta del Mar Baltico, e le agghiaccianti vicende della famiglia Vanger, emergono personaggi raccontati a 360 gradi da cui a fatica ci si stacca. Su tutti, naturalmente, i due protagonisti: il giornalista Mikael che ad ogni passo rilascia un irresistibile mix di sex appeal e savoir faire, e la tatuata hacker Lisbeth, chiave del romanzo, che ha in sé la sensualità di chi si crede un freak ed è in realtà un’anima geniale e bellissima. Risultato: ci si scorda di essere in riva al mare, di mettersi la crema solare, di cambiare posizione, di fare un tuffo ogni tanto, di bere, e così alla fine ci si scottano gli avanbracci (per aver retto il notevole tomo), le ginocchia (perennemente piegate sul lettino) e i piedi (costantemente orientati allo zenit). Vorrà dire che, dopo la tipica abbronzatura da ciclista, avrete scoperto e sperimentato sulla vostra pelle la tipica abbronzatura da lettore. Un po’ antiestetica a dire il vero, ma decisamente erudita.
Curiosità culinarie: in Svezia, a detta del romanzo, vivono di solo caffè e tramezzini, con una scelta che va dal ripieno di cetriolini al roast-beef. Tutto sommato la cosa non mi dispiacerebbe (al colesterolo, probabilmente, un tantino meno).
Il finale: che ovviamente non svelerò, rimane tuttavia sospeso in aria come i più degni finali da “ah, chissà…”. (Inutile ricordare che, non fosse stato così, non esisterebbero nemmeno gli altri due capitoli della saga Millennium, quindi).
Il titolo: non piaceva, e doveva essere cambiato. Ma poi sono arrivati quei 7 piani di corsa causa ascensore guasto e l’improvvisa – tristissima – dipartita dell’autore. Così Uomini che odiano le donne è rimasto tale (fortunatamente, non essendoci titolo più azzeccato).
Corpo del reato: bella edizione Marsilio, con grafica perfetta e copertina pure. Stampa non sempre nitida (macchie qua e là), ma nemmeno un refuso in quasi settecento pagine. Un punto a favore, visti gli sgradevoli risultati ottenuti spesso da chi ha fretta di pubblicare e molto meno di curare.
Tasto dolente: il prezzo. 21.50 euro sono francamente troppi (e se non l’avessi trovato in super sconto probabilmente, per ripicca, non l’avrei comperato privandomi di una lettura decisamente piacevole). Mi chiedo, perchè? Com’è possibile che si debba aprire un mutuo per comperarsi l’intera trilogia (con un totale di più di 60 euro?). E poi ci si lamenta che non si comperano abbastanza libri…
Analisi delle coseguenze: alla fine della lettura, sentirete l’impellente stimolo di iscrivervi seduta stante ad un corso di informatica per diventare un imbattibile hacker. Non servirà a niente. O, se non vi tatuate pure un dragone sulla schiena, in ogni caso non vale.
Il consiglio della personal librarian: meglio tenerla sempre a portata di mano, la crema solare. Per carità.
[Stieg Larsson, Uomini che odiano le donne, Marsilio, 21.50]

7 thoughts on “In vacanza con uomini che odiano le donne

  1. Anch'io voglio vederlo! Però poi ho paura che mi venga voglia di farmi un tatuaggio da qualche parte… Nel frattempo, mi sa che romperò il salvadanaio per comperarmi gli altri due capitoli della saga (crisi di astinenza larssoniana!)

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  2. ammetto che non mi è ancora venuta voglia, nemmeno per sfioramento, di leggerlo.
    di vedere il film, invece, un po' sì.
    ho paura che sia scritto male, ecco.

    [eppoi venti e rotti euri li spendo per un medio barbaresco, non per un larsson.]

    [tra l'altro, con una dieta come quella non stupisce che la coronaria abbia fatto il botto all'arrivo al settimo piano.]

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  3. Ahahaha! Ho pensato la stessa cosa anche io dei tramezzini (e poi ho aumentato la dose di caffè girnaliera, mentre venivo risucchiata dalla trilogia).
    Lisbeth credo di piacerebbe anche nei film, il resto…mmm…chissà!
    Sono capitata per caso nel tuo blog ma ora lo salvo tra i preferiti!
    Grazie,
    Laura

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