Il libro in saldo non va mai in vacanza

Si sa, chi soffre di librofagia non può resistere ad una campagna 30-per-cento-di-sconto, tanto più se a farla è una casa editrice come Einaudi. Che i suoi romanzi sono sempre quelli giusti, gli autori fra i migliori e per ogni palato, le sue edizioni elegance is an attitude.
Ergo, ne approfitti che ancora non ha un’edizione di Fred Vargas, di Orengo, o di Auster (tanto per citare i già citati in questo blog). Io, nell’imbarazzo della scelta, dopo quaranta minuti in libreria ho optato per questi:

Ian McEwan, Chesil Beach (dopo Espiazione, che mi ha incantata – sia in senso onirico, che fisico, da pazza incollata alla pagina – non potevo non scegliere questa storia in cui a farla da protagonistà è la prima, difficile, notte di nozze di due sposini nel 1962…).

Orhan Pamuk, Il mio nome è rosso (ditemi come potrei resistere ad un intricato romanzo ambientato nel 1500, con protagonisti degli artisti della miniatura, che si tinge pure di giallo e qua e là di romanticismo… E poi, che caspita, l’autore è premio nobel, mica pizze e fichi).

Alice Munro, Il percorso dell’amore (chi ha letto La lettrice di Alan Bennett saprà certamente perché questa autrice canadese abbia suscitato immediatamente la mia curiosità, visto che si narra abbia fatto innamorare pure sua maestà… Una serie di racconti sull’universo femminile e non, che non vedo l’ora di mangiarmi).

Hrabal Bohumil, Una solitudine troppo rumorosa (dulcis in fundo, non poteva mancare un libro sui libri. O meglio, sull’amore per i libri di un malcapitato addetto al macero, che per preservarne la memoria si inventa un curioso stratagemma… Scritto apposta per chi della carta non può fare a meno, nè dei libri, nè tanto meno delle parole).

Ora, in previsione di una settimana di mare e spiaggia e sole e soprattutto lettura, vi direte: sono pronta. E invece… no! La scelta dei libri da mare (o d’amare) è sempre ardua, lunga e faticosa. Ma qesta è un’altra storia. Anzi, un altro post.

Non mi resta che dire, evviva lo struzzo

5 pensieri riguardo “Il libro in saldo non va mai in vacanza

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