shopping di compensazione – un libro al giorno, anzi meglio: 3

Ci sono giorni in cui entrare in una libreria è l’unica cosa che ho voglia di fare per sentire il cuore battere un po’ più forte, e avere un po’ di forza d’animo in più.
Entrare in una libreria e

annusare – annuso tutti i libri, onnivora, insaziabile, librovora

ascoltare – le gaffes incredibili delle commesse, e riderne di gusto

toccare – tutti i libri che mi ispirano, incuriosiscono, attirano. Quei colori, quegli odori. Quella voglia. Di passarci le dita, di possedere

guardare – le copertine, come miele con le mosche. Lucide, ruvide, grandi, piccole, colorate, semplici, complicate. Vere. Piccole opere d’arte

comprare – anche se il conto piange. Anche se rinuncio ad un po’ di cose, comprese quelle scarpe che mi slancerebbero un sacco le gambe ma…

chissenefrega. il cuore sta meglio. La vita anche. Anche col portafoglio più leggero. Anche senza quelle scarpe, che tutto sommato ce la caviamo e facciamo la nostra porca figura lo stesso.

Nella borsa della spesa:
David Grossman, Che tu sia per me il coltello (Mondadori)
Wu Ming, New italian epic (Einaudi)
Bloggirls. Voci femminili dalla rete (Mondadori)

A casa, mi aspetta anche il nuovo numero della New York Review of Books. Ho un tetto sotto cui sfogliarla, e una notte intera per portarmi a letto il libro che voglio.
Come sentirsi una persona incredibilmente fortunata.

6 pensieri riguardo “shopping di compensazione – un libro al giorno, anzi meglio: 3

  1. In effetti anch’io ne ho tre sul comodino e cerco di portarli a letto da una settimana, ma…A volte mi addormento abbracciando le pagine, mi sveglia il segnalibro dentro l’occhio.Basterà, li soddisferò?

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  2. i libri, ormai, li compero solo più dal mio libraio di fiducia. il quale gestisce una bancarella [rectius: una colonna] di libri usati in via po.io gli mando una mail su fb o un sms. e lui mi trova quanto mi serve. questo perché?perché non esiste pagare un libro nuovo 28 euri come l’ultimo che ho regalato a mammà. manco avesse la copertina in oro.[e meno male che non sono una donna e che delle scarpe ho bisogno con moderazione.][epperò mi manca il gesto di dare le spalle a tutti i presenti e ficcare il naso nel libro, nuovo, aperto. di nascosto.]felice pasqua laica.qlo

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  3. @ sempreinspiaggia
    masterizzare i libri mi fa venire i brividi. Altre soluzioni potrebbero essere andare in biblioteca, farseli prestare (magari da una tua saggia conoscente libromane, vedi tu se per caso ne conosci una…) oppure ancora meglio, farseli regalare.

    @ giardigno
    nessun problema se non li “soddisfi”, i libri sono l’unica entità che non scappa di soppiatto dalla camera la mattina dopo… 😉

    @ qlo
    il piacere che mi dà entrare in una libreria è senza pari, ma… meglio ancora se è una libreria di un rigattiere, o la bancarella al mercatino. E poi, oltre al prezzo molto più contenuto, i libri vecchi o usati hanno una storia e un profumo unici.
    Detto questo, in alcuni momenti la diatriba scarpa/libro resta…

    @ strega
    hai decisamente ragione! Te lo dice una che in biblioteca ci lavora… e che nonostante questo continua imperterrita a comperarsi libri. Ma questa è una malattia incurabile, abbi pietà.

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